Mi sento uomo,
maledettamente uomo,
groviglio di ossa e pelle,
bestia gravida
di lancinante idiozia.
Mi sento uomo,
disgustosamente uomo,
dissodato dal sangue
che mi incide la carne
come un aratro inumano.
Ma non v'è semina,
non v'è germoglio di vita
in chi si crede pietra.
Umano,troppo umano
e troppo lontano
maledettamente uomo,
groviglio di ossa e pelle,
bestia gravida
di lancinante idiozia.
Mi sento uomo,
disgustosamente uomo,
dissodato dal sangue
che mi incide la carne
come un aratro inumano.
Ma non v'è semina,
non v'è germoglio di vita
in chi si crede pietra.
Umano,troppo umano
e troppo lontano
dall'uomo digiuno.
Cosicchè irresoluto,
adombro i miei sensi
e penso un solo pensiero
e ciò basta a render sazia
la voglia di sentirmi uomo
immensamente uomo.
Cosicchè irresoluto,
adombro i miei sensi
e penso un solo pensiero
e ciò basta a render sazia
la voglia di sentirmi uomo
immensamente uomo.











































PROF. PAOLO GIANSIRACUSA (Storico dell'Arte,Docente presso l'Università di Siracusa - facoltà di Architettura - e titolare della 1° Cattedra di Storia dell'Arte presso l'Accademia di Belle Arti Statale di Catania.Siracusa 07/2010)
DR. LUCIANO SCATENI
DR. CARLO MARTIGLI
in un momento di pausa ho letto alcune delle tue poesie.Ricordano molto quelle che scrivevo io alla tua età e quindi non possono non piacermi.Ritrovo le stesse sensazioni, i pensieri di morte e di follia, di ingiustizie e di turbamenti e sono felice di vedere che a distanza di anni i sentimenti più profondi nelle anime sensibili rimangono gli stessi.Alcune le ho trovate più libere di altre, e mi sono piaciute molto. Dove lasci andare la penna alle sensazioni,senza voler necessariamente dire o comunicare qualcosa, c'è emozione, profonda, e la comunichi molto bene.Ti faccio i miei migliori auguri e ti auguro anche di passare quanto prima alla letteratura, che, per quanto mi riguarda, è una lunga poesia in prosa..."